miracoli

San Gabriele non si tocca

Dopo la morte di san Gabriele, e la successiva cacciata dei passionisti che da Isola del Gran Sasso ripararono a Manduria (TA), il fu ritiro (questo il nome dei conventi passionisti, ndr) fu utilizzato dal demanio, poi nuovamente abbandono.

Il giovane Gabriele dell’Addolorata, il cui corpo giaceva in una sepoltura nella piccola chiesa dell’Immacolata, era però rimasto nel cuore di tanti come una persona pia, accogliente, capace di ascoltare e dare parole buone. Non sorprende perciò che qualcuno abbia continuato a recarsi presso la tomba per pregarlo e chiederne l’intercessione.

E che Gabriele fosse capace di ascoltare e confortare viene presto dimostrato dall’accadere dei primi segni straordinari. Una pioggia di grazie e tanti miracoli indussero le autorità religiose a istruire la causa per la canonizzazione del santo e così, il 17 ottobre 1892, il corpo venne riesumato per la ricognizione canonica. Vi partecipano, oltre al vescovo e ai medici indicati, anche alcuni religiosi della congregazione.

Padre Germano Ruoppolo, che della causa di san Gabriele fu il postulatore, non mancò di cogliere l’occasione e portò un crocifisso e la cinta dell’abito del giovane confratello a una ragazza di Isola del Gran Sasso, Maria Mazzarella, malata ti tubercolosi polmonare, la stessa malattia di cui era morto Gabriele dell’Addolorata. Dopo alcuni giorni di preghiera, la giovane fu completamente guarita. Fu il primo grande miracolo, usato anche per i processi canonici in vista del primo gradino che si sale verso l’altare, quello della beatificazione.

Questo miracolo, le numerose segnalazioni di grazie ottenute per l’intercessione di Gabriele dell’Addolo-rata e il costante aumento del numero di persone che accorrevano alla piccola chiesa di questo vecchio ritiro ormai deturpato, consigliarono ai confratelli di spostare il corpo del giovane passionista in un’altra casa. L’idea era di portarlo nel ritiro di Madonna della Stella, nei pressi di Montefalco di Spoleto (PG): di fatto sarebbe tornato vicino casa. Il popolo di Isola e dei comuni vicini si oppose impedendo con forconi e vanghe che Gabriele lasciasse il posto in cui aveva dato compimento alla sua esperienza terrena. Ciò costrinse i passionisti a fare ritorno al loro vecchio ritiro.

Intanto, intrapreso il percorso verso la canonizzazione, i confratelli iniziarono a raccogliere documenti e testimonianze del santo. Tra gli altri c’è una collezione dei suoi scritti. In particolare 41 lettere, delle quali ben 36 sono successive alla sua entrata tra i passionisti e spesso cariche di tutto l’amore verso i suoi familiari e di tanta parte della sua spiritualità. Una ricchezza giunta fino a noi.